STUN è una tecnologia del passato, non si usa più tranne che in qualche vecchio device incapace di tecniche di traversal moderne. Va da se che STUN è appunto una tecnica di nat traversal e che quindi non ha nulla a che fare col tuo problema visto che non stai avendo problemi a configurare client sip dietro NAT, perchè il NAT del TIM hub sta sul router tra lan e wan, mentre il suo client sip interno (mmpbx) va direttamente su internet da interfaccia wan senza transitare dal router (e dal NAT). Infatti non trovi mai configurato alcun nat traversal (tantomeno STUN) su qualsiasi configurazione di default di un gateway fornito per essere esso stesso il router il NAT della tua rete. Quindi tutto quello che dirò qui sotto sarà una divagazione non inerente il tuo problema originario.
Se vuoi configurare il voip di Vodafone (o di qualsiasi provider) su un client LAN abbastanza vecchiotto, e questo client non sa come sopravvivere dietro NAT se non con l'aiuto di STUN, allora un qualsiasi server STUN andrà bene allo scopo, non è necessario che sia quello di Vodafone (non credo esista), ce ne sono anche di pubblici a disposizione.
Una panoramica aggiornata delle tecniche di NAT traversal la trovi su wikipedia:
https://en.wikipedia.org/wiki/NAT_traversal guardati principalmente hole punching, STUN e ICE
Ti suggerisco in particolare i paragrafi "Introduction" e "Overview" della specifica di ICE che sono un buon recap dello stato dell'arte a riguardo
https://tools.ietf.org/html/rfc5245Di solito l'helper )anche chiamato ALG) per sip non da il meglio di se quando c'è da gestire un client dietro NAT, e per questo di solito si preferisce andare con hole punching (anche chiamato "NAT mapping" nei client sip di cisco/linksys) o al limite STUN se il NAT fa il difficile.
Ma quando si tratta di creare le opportune regole di "allow" per il traffico da interfaccia pubblica destinato a se stesso l'helper funziona bene, crea le eccezioni dinamiche che servono senza mettere mano ai campi di segnalazione e tutti vivono felici e contenti.