@larsen64it la delibera dice anche, successivamente "eventuali restrizioni, opportunamente motivate ed
approvate dall’Autorità, imposte all’utilizzo delle apparecchiature terminali fornite, anche con riferimento all’effettivo impiego di apparecchiature terminali scelte autonomamente dall’utente".
Quindi gli operatori non possono limitarsi ad inventare qualche pseudo-ragione tecnica e credere di passarla liscia, devono anche ricevere l'esplicita approvazione di AGCOM per farlo, e dal testo dell'allegato A alla delibera, che contiene i risultati della consultazione (che è parte integrante della delibera, come indicato alla fine), AGCOM è chiara a riguardo su quale sia il suo parere:
"Nel caso di offerte che prevedano l’abbinamento di servizi di accesso ad Internet con servizi aggiuntivi (ad es. VoIP o IPTV), l’utilizzo di una propria apparecchiatura terminale
non deve inibire o pregiudicare la fruizione di nessuno dei servizi inclusi nell’offerta".
Credo che sarà difficile convincerli del contrario, almeno finché nel mondo ci saranno casi che provano che dare le credenziali VoIP all'utente non costituisce chissà quale problema di sicurezza o tecnico (come in Germania, citata più volte nelle consultazioni).
Riguardo all'aggiornamento firmware con uno sbloccato, è scritto esplicitamente che va fatto, fra l'altro nemmeno su richiesta esplicita del cliente. Non è indicato da nessuna parte, né sottinteso, che non si applichi ai contratti già in essere oggi. In più non è nemmeno specificato che si applichi solo ai contratti in cui il modem si paga a rate (il mio con Tim lo prevede in comodato d'uso gratuito ma posso pagare 25€ alla fine del contratto e tenermelo). Paradossalmente, se il modem fosse in comodato d'uso gratuito ma il contratto prevedesse che dopo X anni l'utente possa tenerselo (ad esempio perché al provider costa smaltirlo) il comma relativo all'aggiornamento con sblocco si applicherebbe comunque.
L'unico rischio che vedo all'orizzonte è che qualche provider faccia ricorso al TAR, ma con la giustizia italiana le sentenze sulle nuove tecnologie sono l'equivalente di tirare i dadi per vedere chi vince, considerando che si può trovare un giudice più o meno ignorante in tema informatico.